Il Tentacolo/6
numero SEI, 15 novembre 1990

È incredibile, a ripensarci poi, quanto tempo possa esser passato fra due eventi che nella nostra memoria appaiono vicinissimi.
Così è per me quando penso al numero 6 del Tentacolo, il numero della ripartenza, che pure vide la luce a quasi un anno dal precedente, che a sua volta usciva dopo sette mesi di silenzio.
Nella mia memoria annebbiata dal tempo i due numeri uscirono uno di seguito all'altro, come se tutto ciò che era accaduto nel frattempo non avesse contato nulla.
Oltre ad interventi di Mimmo e miei, a questo numero parteciparono anche Fedele Stabile e Salvatore Principato.
Apriva il numero una poesia scritta a quattro mani:
Quindi, inframezzato, a voler significare qualcosa che mi sfugge o in relazione agli eventi di quei mesi, c'era la frase seguente:
Il lessico nulla ha a che vedere con la comunicazione verbale ritualizzata
A seguire, tre pezzi senza titolo e non firmati, buttati giù durante l'impaginazione, come sempre più spesso avremmo fatto nel seguito.
Io scrissi il primo. Non saprei dire altro. Eccolo:
Torno a casa. Ne è passato di tempo. Nel cielo volano i trifogli e le carote lasciando scie di sciami oleosi. Sono belli a vedersi i trifogli con quelle ali vermiglie e le rose ai piedi. Da bimbo sognavo di cuocerli in un grosso pentolone smaltato.
Torno a casa a cavallo di un rospo azzurro. Il più grande che abbia mai visto. Ogni volta che incontriamo una civetta la inghiotte con perizia straordinaria. Deve aver studiato molto - forse anche lui all'estero.
Torno a casa vestito di coriandoli e cere di neve. Nei capelli l'odore degli anni passati lontano.
Torno a casa ascoltando le donne che soffiano così allegre e generose.
Torno a casa.
Il secondo fu opera mia e di Mimmo ed era un chiaro sfottò alla serie televisiva Beautiful.
Piove sudore lungo i crinali scoscesi delle sue ascelle. Abbandonati gli orpelli neoclassici Ella si dispone alla visione. Stefano è forse ancora innamorato di Carolina oppure è Brocca l'ultima donna? Il dilemma si trascina da mesi turbando le sue giornate.
Ma cosa combina Donna? Si esporrà dunque per quattro denari? E Riggio?
Tornio proprio non lo capisce nessuno, del resto, poverino, non sa ancora cosa gli è successo! Vatti a fidare dei fratelli e dello spumante. Sua madre, Stefania, anche lei ha i suoi problemi con Enrico che non la ama più.
Intanto il sugo sta bruciando ma la televicenda l'ha avvinta. Nei meandri della sua coscienza si celano mille remore inconfessabili: non è più casalinga ma madre del popolo Ebrìota.
La sinapsi semantica sconnette i suoi circuiti mentali riducendola ad un ammasso di neuroni. Domani è un altro giorno speriamo meno caldo. Stasera qualcuno uscirà per comprare altre scatolette.
Il terzo, infine, lo scrivemmo a sei mani, con la partecipazione straordinaria di Salvatore Principato (ma non ci giurerei sopra).
Caro diletto Sello, non ti riconosco più da quando la tua mamma ti ha spiegato le cose liete della vita reale. Ma quando tu hai deciso di crescere dallo stato amorfo di peripatetico intussuscessibile allo stato di strongilopoieutico io ho sentito il bisogno, anzi l'obbligo di renderti edotto delle cose belle della vita che tu sin'ora hai pedissequamente ed accuratamente evitato. Non ti devi preoccupare se gli uomini ti seguono. Sarebbe preoccupante ed imbarazzante il contrario per uno come te che ha fatto di Alceo il suo sommo maestro di vita e di Catullo il suo compagno di giuochi solitari. "Nolite mittere margaritas ante porcum". E tu lo hai fatto e spero che lo farai. E quando copulerai, pensami. Tua, Gonorrea.
Il numero si chiuse, anche stavolta, con l'incipit::
VIVA L'ITALIA DEI PURI DI SPIRITO

I nostri fans, iscritti perlopiù a materie scientifiche, apprezzarono molto il nuovo numero. e di più lo apprezzamo noi stessi, felici di essere ricomparsi dopo tanto silenzio.