16 maggio 2002, 05:09 | diario (doc 31, ver 4) di sullof
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Il Tentacolo/3 numero TRE, 20 marzo 1989 Il terzo numero si fece attendere oltre un mese. Ricordo che la gente, che oramai aveva capito chi potesse esserci dietro, ci fermava per i corridoi e ci chiedeva come mai avessimo tirato fuori tre numeri uno dietro l'altro per poi fare una pausa così lunga. In molti ritenevano che il Dipartimento di Fisica ci avesse scoperti e che ci avesse impedito l'accesso a computer, stampante e fotocopiatrice. Ma non era così. Avevamo semplicemente altro a cui pensare. Del resto, già dal numero 1 avevamo aggiunto la specificazione:
Pubblicazione aperiodica curata da Duilio Arcante e Salvo Rocchetti
Uscimmo che era quasi primavera e il foglio sparì dalle pareti a cui lo avevamo attaccato in circa 200 copie durante la giornata successiva.
un testo (non saprei come altro definirlo) che continuava l'esperimento linguistico avviato da I cappotti neri nel numero 2. Seguivano, nelle due colonne successive, questa bellissima poesia di Herman Hesse, in tedesco
Meine Liebe ist ein stilles Boot, Das mit träumerischen Ruderschlägen, Einer dunklen Brandung treibt entgegen.
Meine Liebe ist ein jähes Licht, Das durch schwarze, schwüle Nächte bricht Und unseling wie ein Blitz verloht.
Meine Liebe ist ein krankes Kind, Das bei Nacht in seinem Bette sinnt; Und am Rand des Bettes steht der Tod.
Nella parte inferiore della pagina, infine, il racconto
In aggiunta agli pseudonimi già usati, l'ultimo racconto introduceva Angiolo Burlandi (nuovo personaggio letterario impersonato da Mimmo).
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