16 maggio 2002, 05:09 | racconto (doc 29) di sullof
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Veritas di Salvo Rocchetti Volse lo sguardo verso di lui e gli si avvicinò lentamente esitando. Giuntogli a due palmi di distanza abbassò improvvisamente la testa tormentandosi con le dita il lobo dell'orecchio destro. "Vedi, è tanto tempo che volevo parlare con te, ma c'è sempre stato un motivo per esitare e per rinunciare". Infilò le mani nelle tasche della giacca continuando però a tenere lo sguardo basso. "Ora ho capito che devo rischiare; mi aspetto che tu sia risentito con me e non ti biasimo certo per questo ma ho sempre sperato che tu potessi essere per me l'ultimo appiglio, ... l'unica certezza ... Si sono stato egoista ... era comodo sentirsi protetti ... ". L'altro rimase immobile, con lo sguardo di sempre ... , in silenzio. "No! Non dire nulla ti prego! Mi basta essere ascoltato ... vorrei narrarti tutte le mie storie, quelle che non ho mai raccontato a nessuno; so che tu capiresti; come sempre del resto! ... Mi piacerebbe tanto scherzarci un pò sopra per scoprirle in un attimo più leggere ... Vuoi ascoltarmi?" Ora si era seduto e, ansioso di conoscere la risposta, fissò per un attimo il vecchio confidente. Nel suo silenzio colse l'approvazione severa di chi, pur ferito, è disposto a perdonare. Cominciò mormorando emozionato mentre il muro di pietre annuiva rimanendogli vicino paziente.
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