Un balordo
Storia di una bonus track
Era fine settembre, stavo andando in studio a fare un po' di editing sulle sessioni del demo con la speranza di avere la voce in condizioni decenti per poterla registrare. Era il ventiquattro, se non ricordo male. Qualche giorno prima, mi era venuto un motivetto facile facile rivestito di durezza perché mi focalizzava l'immagine di un barbone di quelli che a Roma di notte dormono sui marciapiedi sommersi da cartoni. Erano mesi che quell'immagine mi tormentava e forse aveva trovato la sua musica.
Quel giorno, mentre facevo la strada che da San Pietro porta a Marco Simone (circa tre quarti d'ora in moto) quella musica mi girava per la testa e così, frase per frase, ho cominciato a metterci le parole. Me le cantavo nel casco. E mentre le cantavo l'emozione mi squassava, facendomi uscire le lacrime.
E' che per scrivere una canzone così devi diventare quel barbone e devi sentire tutto il suo dolore. E io lo sentivo e scrivevo mentalmente le parole. Arrivato in studio ho sospeso la scrittura mentale per riprenderla al ritorno.
Sono arrivato a casa con il novanta per cento della canzone pronto. Mi sono subito piazzato al portatile e l'ho messa su file e l'ho stampata.
Nei giorni successivi ho aggiunto i pezzi che mancavano ed ho migliorato un paio di strofe, ma il grosso era lì già dal quel giorno.
Allora ho pensato che forse si poteva buttarne giù una traccia al volo. Volevo che suonasse elettrica, dura ed ho pensato di trovare un chitarrista che potesse suonarla. Ne ho parlato con Francesco Albanese, il sound engineer di StudioCompresso, ed abbiamo trovato un bravo chitarrista.
Ma quando abbiamo registrato ci siamo basati su una traccia guida che avevo registrato a casa perché la mia voce latitava e la base non è andata come speravamo.
La sera che sono tornato in studio per registrare finalmente la voce, martedì diciotto ottobre, sembrava che fosse ok ma al momento di cantarci sopra mi mandava fuori.
Così ho pensato di farla in diretta ma non avevo la chitarra dietro. Allora Francesco si è ricordato di avere in macchina la chitarra acustica di Fabio Mantegna (leader di Italo and The Ronny Boy Band) ed è andato a prenderla.
La chitarra non era male. Gli abbiamo montato una tracolla al volo e sono entrato in sala per registrare.
Ma io suono sempre la classica, con le corde di nylon, e con le corde di metallo faccio molta fatica. Non mi riusciva di suonare per bene gli accordi. Ma volevo farla ed ho pensato di trasporla da Fa# minore a La minore, un tono e mezzo sopra. Lì gli accordi diventavano facili ma cantarla mi diventava veramente difficile, al limite delle mie possibilità.
Ma volevo farla ed ho detto a Francesco: "Io la faccio come viene, poi nel caso la buttiamo e non se ne parla più".
Mi ha dato il via e sono partito.
A fine registrazione mi è scappato un commento sulla difficoltà del pezzo che neanche era finito l'ultimo accordo (tant'è che in missaggio abbiamo dovuto tagliarlo e si sente).
Ma a Francesco era piaciuta e l'abbiamo tenuta.
Del resto non me la sentivo di fare un altro take.
In seguito gli abbiamo fatto giusto qualche ritocco ed è finita nella bonus track di Cinque canzoni. E' un pezzo che ho amato da subito e spero vi piaccia.
Un balordo 4:42

Tengo ben chiusi i miei occhi e faccio
finta che non sia io
questo che dorme per strada
questo confuso balordo che appesta il
bordo della via
...
Odio la gente felice e quella infe-
lice ancora di più
odio la gente che vive e quella che
muore ancora di più
Giro e raccolgo di tutto, i cartoni io
non li butto più, mi
ci seppelisco di notte
Anche la merda nei campi ha ricordi e
ricordi io ne ho
Anche la merda ha dei sogni, io credo, ma
sogni non ne ho
C'era una volta un bambino che aveva una
favola tutta per sé e
vissero felici e contenti
Era soltanto un bambino ma aveva la
vita davanti a sé
...
Io maledico la notte, i giorni e la
gente di questa città
io maledico me stesso e tutta la
vita che verrà
Spesso rivedo un cortile, un cane e un
grande uomo che
mi rincorreva ridendo
c'era una donna bellissima che sospi-
rava verso di noi
...
Anche la merda nei campi ha ricordi e
ricordi io ne ho
Anche la merda ha dei sogni, io credo, ma
sogni io non ho
C'era una volta un bambino che aveva una
favola tutta per sé e
vissero felici e contenti
Era soltanto un bambino ma aveva la
la vita davanti a sé
...
Io maledico la notte, i giorni e la
gente di questa città
io maledico me stesso e tutta la
vita che verrà
Tengo ben chiusi i miei occhi e faccio
finta che non sia io