Superfestival sulla terrazza di Fulvio
Stefano Amen, Angelo Blu, Francesco Forni, Pilar, Francesco Sullo, Etruria Criminale Banda...
Tre agosto, ore venti. Siamo appena arrivati da Fulvio, Stefano ed io, per montare l'impianto audio, l'amplificatore per il basso, ecc. Tutt'intorno lampi e nuvoloni lasciano presagire i rovesci previsti dal meteo. Tira anche un bel vento fresco. Ero stato tutto il pomeriggio a pensare al tempo, alla sfiga che proprio stasera dice che piove, ai lampi nel temporale... Poi ero andato dal ferramenta a comprare un telo di PVC da camion.

Dalla terrazza si vedeva tutta Roma...
Sul terrazzo di Fulvio c'erano già degli occhielli al muro, sembrava predisposto. Così c'è voluto poco per montare il telo e creare una sorta di gazebo, aiutati anche da un bastone centrale infilato nella base di un ombrellone.
Sotto al telo abbiamo montato gli strumenti. Non ci avrebbe salvato da una pioggia forte ma quantomeno se avesse fatto una schizzata avremmo potuto interrompere il concerto e riprenderlo dopo un po'.
Alle ventuno siamo tornati a casa a recuperare la famiglia - Tara, Elena, Marco e Giovanna - e portarla alla festa.
Quando siamo ritornati sul terrazzo c'era già una buona trentina di persone a lasciar presagire che di gente stasera ce ne sarebbe stata tanta.
Giusto dieci minuti per montare le chitarre e Stefano era pronto per cominciare, accompagnato dal fido Marco Piccirillo (che piccirillo non è coi suoi circa due metri d'altezza) al basso (il mio Godin 4A, acustico e fretless, che suona quasi come un contrabbasso, Ndr).
Nel frattempo il campanello squillava ed ha continuato a farlo senza soluzione di continuità fino alle due di notte, quando ha bussato un poliziotto, simpatico e tranquillo, ma ne dirò poi.


Stefano Amen e Marco Piccirillo
Stefano ha attaccato con le sue canzoni, delicate e forti allo stesso tempo, col difficile compito di scaldare la platea. Ma quando c'è stoffa, il calore viene da sé. E così la gente ha pian piano occupato la parte del terrazzo antistante lo pseudo-gazebo, seduta sulle mattonelle calde. Verso le ventitre c'erano sul terrazzo circa cento persone ed altre avrebbero continuato ad arrivare per un po'.
Un momento struggente è stato quando Stefano, che aveva dimenticato il reggi-armonica a Torino, ha chiesto se qualcuno poteva reggergliela durante Berlino, New York, Città del Messico. Avreste dovuto vedere la scena, Elena era tenerissima e commovente mentre abbracciava il suo Stefano senza voler apparire, con discrezione, ad impreziosire una canzone di per sé bellissima.
Intorno alle ventitre e un quarto Stefano ha cantato la sua ultima canzone. Avrebbe potuto continuare a lungo ma bisognava lasciare spazio agli altri.

Allora ha preso posto dietro al microfono - o sarebbe meglio dire attaccato al microfono - Angelo Blu (nella foto a destra) con le sue armoniche. Ci ha folgorato con un esempio virtuosistico di cosa si possa fare suonando due armoniche contemporaneamente. Lo avevo sentito altre volte ma mai in un assolo di questo genere. La gente era sbalordita. Una prova di grande tecnica e sensibilità musicale. Tanto che non gli ho neanche fatto una foto. Pensavo avrebbe suonato qualcos'altro e invece si è limitato ad un solo pezzo, per non strafare.
Quindi ho provato a vedere se i giovani dell'Etruria Criminale Banda erano pronti. Ma mancava ancora gente.
Così ho chiamato alle armi Francesco Forni che durante la notte, solo qualche ora dopo, aveva l'aereo per l'India e malgrado ciò aveva voluto essere con noi.
E' partito con una canzone dedicata a Django Reinhardt, per passare a Fortuna, 3 metri sotto terra ed altri bei pezzi suoi, concludendo con qualche cover ispirata. Ho dovuto interromperlo, mio malgrado, per dare spazio agli altri. Anche lui, se avesse avuto tempo, avrebbe potuto continuare per ore.


Francesco Forni e Pilar con Alessandro Girotto
Dopo di lui ho provato a sondare l'Etruria ma non erano ancora pronti. Così ho invitato Pilar a cantarci qualcosa accompagnata alla chitarra classica da Alessandro Girotto.
Lei ha accettato ma poiché è reduce da una laringite poteva darci giusto un paio di canzoni non impegnative. Ha cantato una bellissima canzone napoletana di un anonimo del 1600 e poi una canzone del compositore brasiliano Egberto Gismondi. Prima però, seguendo il mio esempio, nell'attesa che tutto fosse a posto, ci ha raccontato una barzelletta molto divertente. Bravissima anche in questo ruolo. C'è da dire che le due canzoni-non-impegnative erano certamente non impegnative per lei, ma per me - per dirne uno - sarebbero state come scalare il K2.
Dopo Pilar ho provato a chiamare di nuovo l'Etruria ma non erano ancora pronti. Il punto è che loro hanno un sound molto carico e quindi cercavo di farli suonare prima possibile per evitare di fare troppo casino sul tardi. Tentativo vano...
Allora ho deciso di cantare qualcosa io. Con me Paolo Grillo al basso e Angelo Adamo all'armonica cromatica. Dovete sapere che Angelo era in discesa da Bologna per la Calabria. Sapendo che c'era la festa mi ha chiamato e mi ha detto che se trovavamo un posto per lui e per Lulamae (il suo cane) sarebbe passato molto volentieri dal terrazzo. E' così è arrivato giusto mezz'ora prima.
Abbiamo suonato i primi pezzi con la chitarra scordata ma proprio non mi riusciva di accordarla. Poi ho cantato Lettera da qui su richiesta - con mia sorpresa - di un po' di persone. Durante il finale della canzone si sono inseriti i fiati dell'Etruria e lì ho capito che erano quasi pronti. Quindi ho chiuso con Anna mia e gli ho passato la palla.
Giovanni Di Cosimo, per rispetto del trend, ha raccontato una simpatica barzelletta sui pinguini. Nel frattempo i componenti della banda presenti, circa otto, con qualche ospite - i due Angelo alle armoniche - si sono stipati sotto lo pseudo-gazebo. Non avrei creduto che ci potesse entrare tutta questa gente ma così è stato.


L'Etruria Criminale Banda in versione ridotta ed integrata
Hanno suonato un po' di pezzi presi dal loro primo album e qualcosa che nell'album non c'è parlando nel frattempo di fumosi concerti newyorkesi.
Sono andati avanti fino all'una e un quarto quando abbiamo dovuto smettere a causa delle proteste dei vicini.
Ma non è finita. Dopo qualche minuto Edu Nofri, detto il Falisco, ha ripreso con un canto diplofonico che è sfociato pian piano in una bossanova. Ma l'effetto coagulante era pericoloso e nel giro di un minuto intorno a lui c'erano una armonica, una tromba, uno shacker, un sax soprano... Insomma, ho dovuto mio malgrado sfumare il tutto abbassando lentamente il volume dell'impianto.
Viste le numerose proteste ho pensato che era meglio smontare tutto al più presto... che non si sa mai. E così nel giro di un quarto d'ora era tutto smontato e pronto per il trasporto.
E' stata una fortuna perché dopo qualche minuto bussano al citofono. E' la polizia. Vengono a fare un controllo. Qualcuno li ha chiamati denunciando il rumore. Ma quando il poliziotto è venuto su ha visto che eravamo rimasti in una ventina di persone, silenzione, e con tutto spento e smontato. Così ha fatto firmare a Fulvio qualcosa ed è andato via.

Ad un certo punto, ho assistito ad una scena bellissima. Nando, che era piuttosto brillo, ha detto a Marco che non aveva mai avuto un amico così alto e gli ha chiesto se voleva essere suo amico. Marco ha accettato di buon grado. Ed hanno cominciato a girare come due buoni amici da sempre. Ad un certo punto si esibivano nel passo del lucumone (vedi foto).
A fine serata, neanche una goccia di pioggia. E pensare che tutt'intorno i lampi ci hanno accompagnato per le tre ore di concerto. Miracolati? Boh.
Man mano che la gente andava via ci salutava mostrando tutto l'entusiasmo e la gioia di essere stata con noi. Sono molto contento di come sia andata e sto pensando a settembre e a cosa fare.
Un'idea ci sarebbe, montare una superfesta per la Notte Bianca, il nove settembre, riunendo tutti quegli artisti che non sono già impegnati in qualche concerto per Roma. Si potrebbe tirare fino a tardi. Secondo me sarebbe una festa storica. Ma bisogna trovare uno spazio adeguato. Se ce l'avete scrivetemi.

Stefano, Elena e Tara, oggi (sabato 5) a pranzo sul balcone
Come al solito ho cercato di registrare il concerto. Ecco cosa ne è venuto fuori.
Stefano Amen - Berlino, New York, Città del Messico
Angelo Blu - Improvvisazione per due armoniche pentatoniche
Francesco Forni - Blue venom bar
Pilar - Barzelletta...
Pilar - Fenesta vascia
Francesco Sullo - Anna mia