12 dicembre 2005, 19:37 | diario (doc 193, ver 3) di sullof

Non sono passato in finale ma è come se avessi vinto
Lìmena, Risonanze Unplugged 2005

Il teatro vuoto
Il teatro vuoto prima del concerto

Venerdì 8 dicembre, ore 21:50

A quell'ora ero dietro le quinte del Teatro Falcone-Borsellino, ad accordare la chitarra un tono e mezzo più in basso della norma e a riscaldare la voce in attesa di essere chiamato sul palco. Secondo partecipante della serata. Prima di me Ettore Giuradei & Malacompagine: molto bravo e coinvolgente, Ettore. Con una vena drammaticamente comica. Ma me ne accorgerò solo sabato, perché dietro le quinte avevo altro a cui pensare. La laringe mi doleva e i vocalizi mi confermavano che stavo quasi cinque toni sotto il sol necessario per cantare bene Il lampo nel temporale.

I pezzi sono miei e non li conosce nessuno, mi sono detto, andrà bene anche così.

Suonare da solo è difficile perché non puoi permetterti distrazioni, ma in compenso offre molti vantaggi: puoi cambiare le cose come vuoi che non c'è nessuno che debba seguirti. Avrei cambiato gli incisi, facile, no?

Sul palco qualche problema con lo sgabello. Poi ho chiesto una sedia per la mia band.
Decido di sfruttare la voce più roca e graffiante del solito per dare ai pezzi una maggiore intensità. Parto con Nuvola, poi Anna mia, Tempo e il lampo. Quattro canzoni e begli applausi, con qualcuno che grida “bravo, bravo”.

Ho vinto in quel momento. La giuria, i voti, la finale non hanno più importanza.

Io, qualche istante prima di essere chiamato...
Io, qualche istante prima di essere condotto dietro le quinte. Ettore aveva appena cominciato a cantare

Venerdì, ore 22:20

Dopo di me i Papyrifera Soul, formazione reggae padovana molto giovane, ancora in cerca di una propria cifra stilistica, ma già dotata di un buon sound e una tenuta scenica invidiabile.
Quindi i Gitanes, gruppo folk di Alba, dotati di grinta e una buona tecnica ma testi retorici e ancora troppo ingenui.
Infine Stefano Amen, cantautore torinese.

Stefano amen
Stefano Amen in azione

Lo ascolto a stozzi e pitozzi perché nel frattempo ho incontrato Luis, il mio compagno di banco del liceo, e ci siamo appartati dalle parti del bar a chiacchierare. Qualche settimana fa ne avevo trovato su Internet l'indirizzo e gli avevo inviato, senza alcun commento, il mio demo.
Dopo qualche giorno mi aveva chiamato. Abbiamo parlato a lungo.
Quando ho avvertito gli amici per email del fatto che venerdì sera sarei stato a Limena nel caso qualcuno si fosse trovato da quelle parti mi aveva chiamato per dirmi che incredibilmente nel week-end dell'Immacolata sarebbe stato con la famiglia a Montegrotto Terme.
Carramba... ho esclamato.

Rivedersi dopo tanto tempo è stata una grande emozione e solo questa combinazione riempie di senso ogni cosa. Fra una storia e l'altra siamo tornati alla musica. Stava cantando Stefano con il fidato Paolo alla chitarra. Il suo genere non è facile e non riesco subito a coglierne le sfumature. Mi colpiscono alcune frasi qua e là. La mia attenzione è da un'altra parte. A un certo punto introduce:

Questa canzone si intitola Anna.
(lunga pausa)
La dedico a Elena.
(applauso)

Solo durante la notte, riascoltando mentalmente le sue canzoni – per quello che potevo ricordare – ho capito cosa c'era dietro quel ragazzo apparentemente pretenzioso. Il giorno dopo avrebbe vinto il premio all'autore per la canzone Berlino, New York, Città del Messico. Un testo forte, intenso. Molto bello davvero.

Ultraviolet
Gli Ultraviolet durante Whole lotta love

Fuori concorso suonano gli Ultraviolet di Alghero: chitarra acustica, batteria e voce. Suonano due pezzi loro – molto Seattle – seguiti da Whole lotta love dei Led Zeppelin. Qui il pubblico lievita letteralmente. Ne fanno una versione struggente e dilatata, tirandola almeno sei o sette minuti. Grandi.

Prima dei risultati finali sale sul palco il vicesindaco di Limena. Un personaggio. Di quelli veri. Una splendida voce bassa e roca ed una somiglianza spiccata con Giovanni di Aldo, Giovanni e Giacomo. Insomma, un cabarettista mancato.

Vanno in finale i Paparyfera, Ettore Giuradei e Stefano Amen.
Sono d'accordo con i giurati. Il loro compito non era facile. Da regolamento dovevano valutare la tecnica, la tenuta scenica, l'originalità, i testi, ecc. Nel complesso, con queste premesse, avrei votato alla stessa maniera.

A fine concerto prima di andare tutti a bere in una sala nel cortile della Barchessa (la struttura che ospita il teatro), dietro al Teatro, incontro Francesco.
Francesco, di cui non conosco il cognome, l'ho conosciuto per vie telematiche. Lui gestisce Jazzer, sito musicale amatoriale ma di elevato livello qualitativo. In primavera gli avevo scritto per chiedergli un parere. Mi piaceva (e mi piace) il suo approccio alle recensioni, l'onesta e la sensibilità che viene fuori dalle sue opinioni.
Lui disse che ne era onorato ma di non farsi strane idee che non era un critico. Lo sapevo e andava bene così. Andava bene proprio per questo.
Ascoltò il mio primo demo, registrato così così e con svariati errori. Gli piacque e mi esortò a crederci e continuare. In seguito ci siamo scritti un altro paio di volte.

Francesco abita a Mestre e speravo venisse ma non ci contavo. Quando si è presentato ho capito subito chi fosse e una grande contentezza mi ha preso. E' una bella persona. Abbiamo commentato un po' la serata, poi siamo andati insieme, Tara, lui e io, a bere qualcosa e festeggiare la serata.

Giunti nello spazio dove, tutti i musicisti, avevamo prima cenato a buffet, ricevo a sorpresa il mio premio: era stato Fabio, il batterista degli Ultraviolet, a urlare “bravo, bravo” durante la mia esibizione. Ci facciamo i reciprochi complimenti, poi mi invitano a Luches de luna, festival jazz che organizzano in agosto ad Alghero. Ci andrò senz'altro.

Andrea
Andrea in macchina. Lo incontriamo per strada. Stava venendo a prendere Stefano e Paolo per il sound check di sabato pomeriggio.

Sabato, ore 13:00

Tara ed io ci siamo svegliati tardi. Scendiamo al pianoterra dell'agriturismo che ci ospita, lo Storara di Piazzola sul Brenta, con una fame che non ci si crede. Giù incontriamo Stefano Amen ed Elena, proprio lei. Ci si riconosce e si fa subito amicizia. Mi conferma la rilettura notturna. Ha delle cose da dire e le dice. E nel dirle scava a fondo, con intelligenza ed originalità.

Cancello e campagna
Un cancello aperto sulla campagna di Piazzola sul Brenta

Sabato, ore 15:00

A Piazzola sul Brenta non c'è molto da vedere oltre ai filari di pioppi e i campi coltivati. Villa Contarini, però sopperisce con la qualità alla quantità. Facciamo un bel giro intorno alla splendida costruzione reale ma non riusciamo ad entrarci dentro perché alle 16 chiude e non c'è abbastanza tempo. Peccato. Sarà per un'altra volta.

Sabato, ore 19:00

Ci si ritrova fuori dall'agriturismo per andare a Limena. Scopro che sono l'unico fra i non ammessi in finale che sia rimasto in loco. Ci penso con una certa tristezza. La musica dovrebbe vivere di altro spirito.

Alle 21:30 riprende la gara. La serata scorre bene. Tutti sono molto più disinvolti del primo giorno. Si lasciano andare a giochi e battute col pubblico. Si capisce subito che il primo gruppo, i Miscele d'aria saranno fra i primissimi. Lo stile c'è e pure la musicalità e le voci e il ritmo. Ascoltandoli, penso che saranno loro a vincere. Poi tocca a Misero spettacolo e Papyrifera Soul. Bravi ma non li farei entrare nei primi tre.
Quindi tocca a Stefano. A risentirlo mi si conferma la voglia di vederlo vincente ma penso che sarà veramente difficile che ce la faccia. Il format duo di chitarre non può reggere contrapposto a formazioni di grande impatto spettacolare come le altre.

Miscele d’aria
I Miscele d'aria durante la loro esibizione

I Mideando String Quartet, per esempio, sono un quartetto acustico con alle spalle esperienze di grosso livello. Si vede. Suonano alla grande. I testi non mi entusiasmano ma è chiaro che i Miscele d'aria avranno qualche problema a vincere.
Infine torna Ettore Giuradei coi suoi Malacompagine. Lo ascolto con grande attenzione. I brani che avevo scaricato dal sito non mi avevano detto granché. Ma dal vivo è un'altra cosa. La sua verve comica è irresistibile e ha il suo culmine con una canzone che dovrebbe intitolarsi Culo sulla lavatrice, intensamente drammatica. Il pubblico applaude con entusiasmo autentico e lo incorona vincitore morale di Risonanze Unplugged 2005. Ma dubito che ce la farà, Miscele d'aria e Mideando si sono dimostrati ensemble più completi, e i Papyrifera sono giovani e di Padova e vanno a pescare in un target in cui gli altri non buttano esche. Sono convinto che entreranno in qualche maniera fra i premiati.
Alla fine i miei pronostici saranno azzeccati, tranne l'inversione fra primo e secondo posto. Vincono i Mideando, seguiti dai Miscele d'aria e Papyrifera Soul.

Ettore Giuradei
Ettore Giuradei durante la sua performance

Sabato, ore 01:00

Alla Barchessa, finito il concerto, si beve e si cazzeggia e si finisce col ballare il reggae, fra scambi di battute e demo. Sono le 4 e mezza quando ci accompagnano all'agriturismo. Una bella serata davvero.
Michela, Linda, Andrea e gli altri ragazzi di Experimenta sono straordinari.

Domenica, ore 12:00

All'appuntamento per colazione, Elena e Stefano non ci sono. Potremmo aspettarli ma Tara ha le sue cose ed io ho fame, così optiamo per mangiare subito e fargli compagnia dopo quando arriveranno. Ma praticamente mangio solo io, Tara prende solo il caffè.

Domenica, ore 14:00

Vengono a prenderci Andrea e Andrea (l'irresistibile speaker di un ipotetico TG mandato in onda la sera prima), per accompagnarci a Padova. Alle 17:56 prenderemo l'intercity per Roma. Nel frattempo pensiamo di fare un giro. Lo speaker porterà Stefano, Elena, Paolo e il cugino alla stazione. Andrea ci lascerà a Prato della valle, la grandissima piazza centrale di Padova, un luogo incantevole, turbato solo appena dalle bancarelle e dai teloni del mercato domenicale.

Scorcio
Scorcio
Due splendidi scorci di Prato della valle

Abbiamo qualche ora ma Tara è stanca, affamata e infreddolita, vede una trattoria e propone di fermarsi là. Per me va bene.
Dentro per fortuna fa caldo e già mentre prendiamo posto, qualcuno dice della chitarra, del fatto che adesso canteremo qualcosa, ecc. Sulle prime resto un po' sorpreso, poi la doppia coppia di fianco a noi la vince: sono simpatici e allegri. Il maitre ci dice che purtroppo la cucina è chiusa, ma possono offrirci volentieri un dessert. Ma dobbiamo cantare qualcosa. Insomma, fra una risata e una battuta, intono Anna mia. Piace, malgrado non sia propriamente nello spirito del gruppo. Piace e dopo un po' Carloalberto, un medico dallo sguardo acuto, che si occupa di recupero dalle tossicodipendenze, dall'alcol ed altro, me la richiede, per memorizzarla, dice, per non perderla. Continuiamo con qualcosa di De Gregori e un intermezzo latino.

A un tavolo vicino c'è una ragazza spagnola che si avvicina e ci canta e suona la Garota de ipanema di Jobim, poi tre bellissime canzoni delle sue parti. Lo spirito è quello giusto.
Ana, questo il nome della ragazza, è venuta a Padova per il matrimonio di una amica. Sta per andare a Venezia a prendere l'aereo. Giusto il tempo di aprire il portatile e masterizzarle una copia del demo confezionata con carta asciugamani trovata nel bagno della trattoria... da collezione, direi.

Ci scambiamo numeri e indirizzi. Nicola verrà a Roma nei prossimi giorni. Ha promesso che ci chiamerà. Carloalberto ci invita a tornare a trovarlo a Padova.
Usciremo dalla trattoria allegri e contenti, diretti alla stazione.
Ci aspetta qualche chilometro ma non vogliamo farlo con l'autobus.
Facciamo molte pause gustandoci l'aria.
All'incrocio prima della stazione, ci passano davanti Elena e Stefano.
Ehi, gli grido, ma dove andate?
Ci guardano sbalorditi. Hanno deciso di non partire con gli altri e di prendere il treno delle sei per visitare Padova. Stanno andando a mangiarsi un kebab. Non potremo accompagnarli, è quasi l'ora del treno. Baci e abbracci.
Bella la vita.

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