Grande concerto nell´atrio
Roma, Palazzo Medici Clarelli, 21 settembre
Alle 18:30, si va a montare tutto nel chiostro ma la pioggerella consiglia di spostare il tutto nell'atrio adiacente, lasciando nel chiostro solo alcune sedie nel caso arrivasse molta gente. E in effetti, Einaudi si è mossa molto bene faccendo arrivare almeno duecento persone alla presentazione del libro di Letizia.
Purtroppo ne resteranno giusto un paio per il mio concerto ma va bene così.
Al concerto invece arrivano una sessantina di persone, perlopiù amici, ma anche qualcuno che non so chi sia, che avrà visto la locandina da qualche parte. Fra loro alcune sorprese graditissime. Amici e amiche che non vedevo da un sacco di tempo, che in qualche maniera ha saputo del concerto. Una vera gioia.
Tara distribuisce il programma del concerto, con i brani che eseguirò.
Parto subito con Il lampo nel temporale e si capisce da lì che la serata sarà buona. La voce mi sembra in buone condizioni e devo solo aspettare che si riscaldi un po'.
Procedo senza errori, tranne che nella solita Pioggerella che ha una parte di chitarra piuttosto difficile (per me) e che mi sa che dovrò togliere dal programma fino a che non la imparo per bene.
Quando arriva Manuela (Garroni - la mia insegnante di canto) la presento pubblicamente alla platea, confidando che senza di lei non ci saremmo mai ritrovati tutti insieme in questo chiostro.
Durante l'esecuzione di Lettera da qui succede una cosa stranissima di cui non mi sono reso conto (perché di solito canto con gli occhi chiusi): è entrata una barbona, ha guardato un po' cosa c'era sul grande tavolo che ho utilizzato come palco, si prende il programma del concerto e se ne va.
A fine concerto programmato, bevo un po' d'acqua e sento chiedere un bis. Del resto non mi ero mosso dalla mia posizione e non aspettavo altro. Mi chiedono Nuvola, Vagone e Il lampo nel temporale. Qualcuno chiede anche Via dei visai ma andando avanti così dovrei rifare il concerto ed opto per le prime tre richieste.
Allungo il finale di Vagone di almeno un minuto improvvisando e cazzeggiando e dicendo che a questo punto mi dovete spegnere per farmi smettere.
L'esecuzione finale de Il lampo del temporale viene veramente bene, da brivido mi ha detto qualcuno.
Sono molto contento. E' stato certamente il miglior concerto fatto finora.
A fine serata a chi ne fa richiesta regalo il mio demo. Ne avevo fatte ben 40 copie. Alla fine me ne restano solo 3. Se si considera che in tanti il CD lo avevano già. Mi sembra una cosa entusiasmante, no? Come non bastasse, su una quindicina di copertine ho scritto delle dediche a coloro che me le hanno chieste.

Qui si intravede parte del concentratissimo pubblico, la sedia vuota
è quella di Francesco Piro, l'autore delle foto di questa pagina. Lo
ringrazio moltissimo, la mia macchina fotografica era scarica...
E' una cosa veramente strana che qualcuno ti chieda di scrivergli qualcosa, di fargli un autografo. Mi stupisce moltissimo. Come mi stupisce sempre che la gente sia così entusiasta del concerto, dei pezzi. Che mi dica che ascolta il mio demo (solo voce e chitarra) più volte al giorno, che gli piace molto. Non so, mi sembra come se non potesse essere vero.
Che dire? Vi aspetto al prossimo concerto.