Riace, 7 settembre
Concerto acustico nella chiesa


Tetti di Riace
Riace è un paese di 3000 abitanti sulle colline a pochi chilometri dallo Jonio. Un posto molto bello, fra distese di fichi d'India, ginestre e la tipica macchia mediterranea.

Le case sul dirupo
Tara ed io siamo arrivati a Riace il cinque, giusto in tempo per vedere il concerto di Alessandro Girotto e Marco Malagola. Un po' di brani di Sandro e qualche buon vecchio standard, veramente un bel concerto.


Due scatti del concerto del duo Girotto-Malagola
Nell'ambito di Tam Tam Riace avrei dovuto tenere un laboratorio di composizione creativa nella canzone d'autore che per insufficienza di iscrizioni è saltato. Non è saltato però il mio concerto voce e chitarra.

Il soffitto della chiesa dello Spirito Santo
Il tempo non buono ci ha consigliato di farlo nella chiesa dello Spirito Santo, una costruzione bellissima e ripresa solo da pochissimo allo scopo di farci delle cose dentro.
Vista l'ottima acustica del luogo abbiamo deciso di fare un concerto del tutto acustico, senza microfoni né effetti. La cosa mi ha tenuto un po' in ansia, tant'è che l'inizio del concerto è stato problematico ed ho dimenticato più volte le parole di Anna Mia. Ma la gente non se l'è presa, anzi, si è sentita coinvolta e per una volta interagente con l'artista. Beh, avrei preferito non sbagliare, ma fra battute e aneddoti me la sono cavata.

Mi sono piazzato su un lato della chiesa. L'acustica era splendida. La gente attentissima.
La seconda metà del concerto è andata liscia e alla fine ho fatto tre bis su richiesta esplicita. E qui mi stupisce sempre come le persone si ricordino i titoli delle canzoni che hanno sentito per la prima volta un'ora prima. Credo sia un segnale importante e personalmente ne sono felice.
Ho ripetuto, guardacaso, le canzoni dove mi ero intoppato per qualche motivo (Il lampo nel temporale, Anna Mia e Nuvola).
Il giorno dopo, andiamo a fare benzina al Riace Marina. Dal bar della pompa, mi chiamano i ragazzi dell'organizzazione, Lorenzo Praticò e Arturo Versaci, e mi dicono "vieni qui un attimo". Entro e c'è alla cassa una ragazza che stava in prima fila al concerto, con tanto del mio demo sullo stereo ad alto volume. Non ci potevo credere.
Saremmo dovuti partire il giorno dopo, ma la sera dell'otto c'era Graziano Piazza che si cimentava con Schifo di Robert Schneider. Non si poteva andare via da Riace senza vederlo. E così siamo rimasti un giorno in più.


Graziano alle prese con Schifo
Lo spettacolo è stato di una forza inaspettata e sconvolgente. Un monologo che ha impietrito tutti i presenti.
Una esperienza molto bella.