6 maggio 2002, 05:40 | racconto (doc 17, ver 6) di sullof
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Decadimento beta di Frando Aiesu* Un buon caffè, una comoda poltrona, il televisore acceso; cosa posso volere di più dalla vita? Se solo non avessi questa maledetta colite. A proposito, devo andare al bagno. Mi alzo seccato volgendo un ultimo sguardo alla poltrona. Infilo il corridoio. Mi guardo intorno perplesso: ma il bagno dov'è? Porca miseria!, non lo vedo. Eppure è sempre stato lì. Non c'è più, al suo posto, in fondo al corridoio, c'è una bella finestra che dà sul vicolo. Forse mi sbaglio, è nella direzione opposta. Mi volto di scatto. Dinanzi a me liingresso. Di lato al portoncino gli orribili quadri ereditati dal vecchio inquilino. Tanti. Indietreggio. Mi giro: anche la finestra è un quadro. Vacillando mi appoggio stordito ad una parete. Ah... lavoro troppo. Devo rilassarmi. Dov'è la poltrona? Dappertutto quadri. Qualcuno rappresenta una porta. Il corridoio è diventato più corto. Anche il letto è più basso. Comunque devo riposare. Mi stendo supino sul tappeto. I quadri scompaiono nella penombra.Il soffitto si avvicina e così le pareti fino a poterle toccare. Mi confinano in un parallelepipedo ovattato. Tutto è così rilassante. Un buio che non ho mai visto, un silenzio che non ho mai sentito. Il dolore si perde lontano... come la vita.
* Frando Aiesu è una contrazione di Francesco Sullo e Domenico Aiello che con Mimmo utilizzavamo frequentemente ai tempi de Il Tentacolo. Questo testo faceva parte del numero 8, pubblicato la notte dell'8 febbraio 1991.
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