26 ottobre 2003, 15:37 | diario (doc 147, ver 4) di sullof
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Niente permesso di soggiorno per noi Sul voto agli stranieri ed altre facezie  Fini, Berlusconi e Bossi
Bello da parte di Fini spendere parole buone sul voto agli stranieri. Bello che si sia messo contro Bossi per dirlo. E bello che finalmente si parli di un argomento importante come questo, in un paese moderno, che di moderno ha ancora ben poco. Ma prima di parlare di voto, Fini dovrebbe pensare ai diritti minimali di uno straniero e alla tanto decantata legge da egli scritta insieme a Bossi.
Tara, la mia mogliettina, è americana e pertanto extracomunitaria. Sebbene ci siamo sposati il 7 febbraio di quest'anno e abbiamo richiesto la carta di soggiorno dopo qualche giorno, a tutt'oggi stiamo aspettando che la questura ci dia notizie in proposito.
 Tara, due giorni dopo il nostro matrimonio, otto mesi fa
Ci avevano detto che in un paio di mesi avremmo avuto qualcosa. E così, abbiamo visitato l'ufficio stranieri del commissariato di Via Aurelia, periodicamente, ogni venti giorni circa. E ogni volta, era questione di settimane. La pratica, a dir loro, era alla questura centrale e doveva solo tornare indietro. Poi a fine agosto, di ritorno dalle vacanze, scopriamo che dovevano ancora farci il controllo di coabitazione, quel controllo che ci avevano detto ci sarebbe stato durante il primo mese dall'atto della richiesta. Sono passati, in tarda serata, solo a metà settembre, dopo 7 mesi. Così, ad oggi, 26 ottobre, a distanza di 8 mesi e mezzo, ancora niente. Poiché non danno informazioni per telefono, domani andremo per l'ennesima volta al commissariato a fare la file e chiedere buone nuove.
Perché, vedete, il fatto che Tara non abbia ancora il permesso di soggiorno comporta che, per dirne una, non abbia l'assistenza sanitaria. Lei deve coabitare con me ma non può cambiare domicilio senza il permesso e il permesso non glielo danno se non coabita con me. Come se non bastasse, ha una automobile parcheggiata in un box di una cara amica che non può circolare e che oramai avrà tanti di quegli acciacchi da stazionamento che dovremo spendere un botto per rimetterla in sesto.
Tara non ha alcun diritto, di fatto. Non può lavorare legalmente e non può permettersi di stare male. E sì che vorremmo fare dei bambini... ma come, a che rischio?
 Una vignetta di Vauro sul tema delle votazioni
Fini dice un sacco di cose, ma tace sull'inconsistenza della sua legge, sulle contraddizioni interne che abbondano, sul fatto di non aver previsto delle modalità per gestire le richieste.
E il bello è che, a conti fatti, un irregolare che non avesse alcuna intenzione di regolarizzarsi, che magari dovesse stare in Italia giusto un annetto e poi andare via, potrebbe fare la sua bella richiesta e attendere i tempi della questura per poi lasciare il paese prima ancora che questi abbiano fatto alcuna mossa.
Ma lo sapete che durante la richiesta di permesso di soggiorno non si può lasciare l'Italia pena l'obbligo di rifare la richiesta e ripartire daccapo. Noi a Natale abbiamo prenotato da tempo un viaggetto a New York, per passare le feste con i suoi famigliari. E se il permesso non fosse ancora pronto? Cosa dovremmo fare?
 Tara, Wilma e io: la famiglia al completo
Noi siamo fortunati, perché siamo felici e contenti e malgrado tutto viviamo la nostra vita, ma ogni volta che andiamo al commissariato incontriamo persone che hanno serie difficoltà e che sono allo sbando, che senza un permesso non possono lavorare né curarsi, e che lottano per sopravvivere.
Lasciate che vi dica cosa penso. Che se non fosse drammatico per chi ci incappa, ci sarebbe veramente da farsi un sacco di risate. Io, fossi Fini, mi vergognerei. Bossi non lo prendo neanche in considerazione, si commenta da sé.
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